Volume numero 11 della collana "Classici" a cura di Pierluigi Pietricola
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Il fallimento del sogno americano in un capolavoro che delinea amaramente quanto l'abisso che separa i ricchi dai poveri mai verrà eclissato.
Nick Carraway, voce narrante del romanzo, trasferitosi a New York nel 1922, affitta una casa a Long Island, brulicante di nuovi ricchi disperatamente impegnati a festeggiarsi a vicenda. Un vicino di casa colpisce Nick particolarmente: il misterioso Jay Gatsby, che abita in una casa enorme riempiendola ogni sera di invitati alle sue feste. Eppure vive in una disperata solitudine e si innamorerà insensatamente della cugina sposata di Nick, Daisy.
Un capolavoro che, ambientato a cavallo fra gli anni Venti e l’ombra del disastro economico e morale successivo al primo conflitto bellico, che narra aspirazioni e psicologie di un mondo attraversato da fantasmatici eroi pronti a rinunciare anche a sé stessi pur di inseguire un sogno. Ma che, restando fedeli ai propri ideali, vengono schiacciati da una società indifferente e finiscono con il soccomberne.
Francis Scott Fitzgerald (Saint Paul 1896 - Los Angeles 1940) è considerato uno fra i maggiori autori del '900 americano.
Oltre a
"Il grande Gatsby" ha scritto
"Di qual dal paradiso", "Belli e dannati", "Tenera è la notte", "Il curioso caso di Benjamin Button" e tanti altri tra cui decine di racconti sui temi della giovinezza e del disagio generazionale.